SILVIA IDILI

SILVIA IDILI

Il lavoro di Silvia Idili è caratterizzato da una pittura evocativa in cui ogni elemento assume uno spiccato carattere simbolico. Le sue opere richiamano geometrie, armonie delle forme e composizioni del passato per esprimere con maggiore intensità la tensione spirituale, emotiva e psicologica dell’uomo contemporaneo, spiazzato dalla complessità della realtà che vive ma non sa decifrare. Un universo figurativo, definito spesso in campiture nette, in cui appaiono volti occultati e trasfigurati da origami, simbolo di infrastrutture create dalla mente per nascondere e mascherare la vera natura del proprio essere. L’artista definisce la sua ricerca come “un viaggio nella mente e nella memoria, una pesca a strascico nei meandri siderali dell’umano essere, dove le figure compaiono in uno stato di sospensione fra un cielo viola ed un verde campo encefalico”.


Silvia Idili (Cagliari, 1982) vive e lavora a Milano. Ha realizzato mostre personali in spazi pubblici e privati tra cui: Visionaria, Crèdit Agricole in collaborazione con Careof DOCVA, Milano, 2012; Altrove, Studio d’Arte Cannaviello, Milano, 2012; Lateralus, Studio d’Arte Cannaviello, Milano, 2012. E tra le collettive: Back up Giovane arte in Sardegna, Museo Nivola, Orani (Nu), 2020; Sirene; Palazzo dell’Archiginnasio, Bologna, 2020; Dimore, MEA – Museo dell’Emigrazione, Asuni (Or), 2019; Studio. Artisti dalla Collezione Mameli, a cura di Marco Peri, Irgoli (Nu), 2018; Senza titolo, opere dalla Collezione Mameli, Irgoli (Nu), 2017; L’ arte di forzare i maestri, Galleria Moitre, Torino, 2016; Il reale non basta, Museo di Arte Contemporanea di Lissone, 2015; Close-Up, Palazzo Collicola Arti Visive, Spoleto, 2015; Il buco dentro agli occhi o il punto dietro la testa, Museo Civico Luigi Varoli, Fusignano (Ra), 2014.

An evoking painting style – enriched by highly symbolic elements – is the main feature in Silvia Idili’s work. Her pieces recall geometries, harmonious layouts and old compositions. They express higher levels of spiritual-emotional-psychological anxiety of modern men, crushed by a complex reality that is not for them to be understood. This figurative universe is enclosed within sharp and clear backgrounds, from where origami-concealed faces suddenly show up. The origamis are mind-made structures, masks that hide the true self. The artist defines her work as “a trip into mind and memory; it’s like trawling in the sidereal depths of humankind, where the figures are hanging in a state of suspension between purple skies and encephalic green fields”.


Silvia Idili (Cagliari, 1982) lives and works in Milan. She has done featured many solo exhibitions, both in private and public spaces: Visionaria, Crèdit Agricole in collaborazione con Careof DOCVA, Milan, 2012; Altrove, Studio d’Arte Cannaviello, Milan, 2012; Lateralus, Studio d’Arte Cannaviello, Milan, 2012. Among the collective exhibits: Back up Giovane arte in Sardegna, Museo Nivola, Orani (Nu), 2020; Sirene; Palazzo dell’Archiginnasio, Bologna, 2020; Dimore, MEA – Museo dell’Emigrazione, Asuni (Or), 2019; Studio. Artisti dalla Collezione Mameli, a cura di Marco Peri, Irgoli (Nu), 2018; Senza titolo, opere dalla Collezione Mameli, Irgoli (Nu), 2017; L’ arte di forzare i maestri, Galleria Moitre, Turin, 2016; Il reale non basta, Museo di Arte Contemporanea di Lissone, 2015; Close-Up, Palazzo Collicola Arti Visive, Spoleto, 2015; Il buco dentro agli occhi o il punto dietro la testa, Museo Civico Luigi Varoli, Fusignano (Ra), 2014.

COLLEZIONE MAMELI