GRETA FRAU

GRETA FRAU

Greta Frau è un nome, un individuarsi per indeterminazione di un autore per il quale arte e parodia dell’arte sono la stessa cosa. Situazione fluida e articolata, ha a che fare con il concettuale ma coltiva allo stesso tempo risvolti apertamente viscerali. Greta è ispiratrice e guida de La Classe delle Trance, una sorta di setta il cui scopo dichiarato è quello di predicare Bellezza. La “predicazione” si risolve nei fatti in azioni performative che sviluppano una bizzarra metafora scolastica e che vengono presentate come “compiti” o “lezioni” propedeutiche. Gli attori sono sempre diversi, persone di varia età e sesso, ma che giurano tutte di aver frequentato lo stesso collegio femminile di Innsbruck negli anni ’50 del secolo scorso. Pittrice a soggetto unico, Greta dipinge “a memoria”, in uno stile impersonale di vecchia accademia, i ritratti delle Trance, risultato dell’ibridazione delle singole individualità con l’immagine stereotipata della collegiale severa e puritana. Il mistero che si nasconde dietro l’identità di Greta Frau in seguito viene svelato.

Dietro questo nome, infatti, si nasconde l’artista Aldo Tilocca (Sassari, 1959).
Le mostre personali di Greta Frau sono state ospitate in spazi pubblici e privati: One Piece Contemporary Art, La Rondine, Roma, 2006; Classicism betrayed, Erdmann Contemporary, Cape Town, 2005; Albrecht Durer / Greta Frau (Trancia GP256 –Compito XV) Palazzo dei Panni, Arco (Tn), 2005; C.199 / fare (sparire) una trancia, The Flat, Milano, 2004; Access Beauty (TdC 131/150), Studio d’arte Raffaelli, Trento, 2002; Trance di Compagna, Massimo Carasi Arte Contemporanea, Mantova, 2001;Trance di Compagnia, Palazzo Sciuti, Sassari, 1999. E presentate in numerose collettive tra le quali: 32-16 Arte in Sardegna, Civico 27, Irgoli (Nu), 2016; 80/90 Arte in Sardegna, Museo MAN, Nuoro, 2016; Ti Voglio Bene, Raid Projects, Los Angeles, 2005; XIV Quadriennale (Anteprima), Palazzo Promotrice Belle Arti, Torino, 2004; From Italy, Art forum, Berlino, 2003; Una Babele Postmoderna (realtà e allegoria nell’arte italiana degli anni ’90), Palazzo Pigorini, Parma, 2002.

Greta Frau is a name. This name, self-identifying and based on uncertainty, indicates an author whose art and parody are the same thing. The context here is fluid and articulated, conceptual yet pursues visceral implications.
Greta is mastermind and leader of the Classe Delle Trance, a kind of sect whose scope was to preach pure Beauty. The preaching was carried out through performing acts that developed a bizarre scholastic metaphor and presented as if they were ‘homework’ or preparatory ‘lessons’. The actors were always different, people of different ages and gender who sweared they’d all attended the same girls’ boarding school in Innsbruck, back in the 50s. This single-subject painter paints ‘by heart’ and with an impersonal-old school-academic style. The Trance portraits are the result of hybridisation between single individuals and the stereotyped puritanical strict collegiate. Later, the mystery of Greta Frau gets solved.

Behind the name, lies the artist Aldo Tilocca (Sassari 1959). Greta Frau’s exhibitions have been hosted both by public and private spaces: One Piece Contemporary Art, La Rondine, Rome, 2006; Classicism betrayed, Erdmann Contemporary, Cape Town, 2005; Albrecht Durer / Greta Frau (Trancia GP256 –Compito XV) Palazzo dei Panni, Arco (Tn), 2005; C.199 / fare (sparire) una trancia, The Flat, Milan, 2004; Access Beauty (TdC 131/150), Studio d’arte Raffaelli, Trento, 2002; Trance di Compagna, Massimo Carasi Arte Contemporanea, Mantua, 2001;Trance di Compagnia, Palazzo Sciuti, Sassari, 1999. Greta Frau’s work has also been presented in many collective exhibitions, among these: 32-16 Arte in Sardegna, Civico 27, Irgoli (Nu), 2016; 80/90 Arte in Sardegna, Museo MAN, Nuoro, 2016; Ti Voglio Bene, Raid Projects, Los Angeles, 2005; XIV Quadriennale (Anteprima), Palazzo Promotrice Belle Arti, Turin, 2004; From Italy, Art forum, Berlino, 2003; Una Babele Postmoderna (Reality and Allegory in the Italian art of the 90s), Palazzo Pigorini, Parma, 2002.

COLLEZIONE MAMELI