RUBEN MUREDDU

RUBEN MUREDDU
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La ricerca di Ruben Mureddu muove da una lucida analisi della società per esplorare poi le regioni dell’inconscio. Attraverso un realismo crudo e impietoso la pittura diviene strumento e pretesto per indagare il disagio esistenziale, spingersi in zone d’ombra, abitare “no man’s land”, catturare ciò che chiede di essere portato alla luce. Una visione introspettiva, un lavoro di trasfigurazione di emozioni, stati d’animo, idee in immagini o composizioni di immagini in un gioco di raccolta di elementi costantemente rielaborati, spesso decontestualizzati e collocati in ambienti riconoscibili ma al tempo stesso alienanti. Una consapevole riflessione sulla possibile commistione dell’arte con la psichiatria e su quanto la “non normalità” sia funzionale nella creazione.


Ruben Mureddu (1979, Roma), vive e lavora ad Alghero. Ha esposto le sue opere in mostre personali: Ti ho uccisa 32 volte, Galleria Siotto, Cagliari, 2020; Invisible narratives, Spazio espositivo Mauro Manca, Sassari, 2019; Unheimliche, Artaruga, Cagliari, 2017. E collettive tra cui: Effetto farfalla, Centro comunale d’arte e cultura Il Ghetto, Cagliari, 2020; Ami, Mizen Fine Art Gallery, Parigi, 2019; Magnificat, Sala Corrale, Neoneli (OR), 2018; Trasformazione, EXMA – Exibiting and Moving Arts, Cagliari, 2018; Arte-Evento-Creazione, Parco di Molineddu, Ossi (SS), 2018; Ri-evoluzione, Museo Sa Domo de sas Artes e de sos Mestieres, Loculi (NU), 2018; Paratissima, fiera d’arte contemporanea, Centro Culturale d’Arte Il Lazzaretto, Cagliari, 2017.

Ruben Mureddu’s research starts from a lucid analysis of society, to exploring regions of subconscious.
His realism is merciless and brutal and his painting is an excuse to dig into existential burden, explore grey areas, live in a ’No Man’s Land’ and catch all things that want to be caught: introspective visions, transfiguration of feelings, frames of mind, ideas put in images or images compositions. A collection of all these elements that, from time to time, he ‘de-contextualises’ and reallocates in familiar but alienating spaces. A conscious reflection on the potential mix between art and psychiatry and how the ‘non-normalcy’ is functional to it.


Ruben Mureddu (1979, Rome), lives and works in Alghero. He exposed his work in solo exhibitions: Ti ho uccisa 32 volte, Galleria Siotto, Cagliari, 2020; Invisible narratives, Spazio espositivo Mauro Manca, Sassari, 2019; Unheimliche, Artaruga, Cagliari, 2017. And collective exhibitions: Effetto farfalla, Centro comunale d’arte e cultura Il Ghetto, Cagliari, 2020; Ami, Mizen Fine Art Gallery, Parigi, 2019; Magnificat, Sala Corrale, Neoneli (OR), 2018; Trasformazione, EXMA – Exibiting and Moving Arts, Cagliari, 2018; Arte-Evento-Creazione, Parco di Molineddu, Ossi (SS), 2018; Ri-evoluzione, Museo Sa Domo de sas Artes e de sos Mestieres, Loculi (NU), 2018; Paratissima, fiera d’arte contemporanea, Centro Culturale d’Arte Il Lazzaretto, Cagliari, 2017.