PAOLO PIBI

PAOLO PIBI
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La ricerca di Paolo Pibi esplora i confini percettivi della realtà in termini di visione; la riflessione sulla sua origine è ispirata alla teoria della Metapsicologia di Freud che descrive le modalità di costruzione e funzionamento dei processi psichici. Pibi affronta il delinearsi delle immagini e del loro ruolo nel campo concreto della pratica pittorica attraverso un metodo esplorativo. L’artista, infatti, non concepisce le immagini prima della stesura ma le svela in un processo cognitivo, usando il proprio linguaggio come disciplina che consenta di indagare i recessi della sua mente e del mondo. Dipinge immagini sfuggenti, definendo paesaggi simili a costrutti mentali. Un immaginario perturbante che ci impone di riconsiderare i limiti della nostra percezione sensibile.


Paolo Pibi (Oristano, 1987), vive e lavora a Milano. Ha partecipato a numerose mostre tra cui le personali: Change, Studio d’Arte Cannaviello, Milano, 2019; Bifrost, Galleria Franco Marconi, Cupra Marittima (AP), 2018; #FFFFFF, Apart Spaziocritico, Vicenza, 2017; Fake Golden Age, Esentai Gallery, Almaty (Kazakistan), 2016. E le collettive: Back_Up|Giovane arte in Sardegna, Museo Nivola, Orani (Nu), 2020; Neue Stimmung. Sopravvivenze metafisiche nella pittura italiana contemporanea, Casati Arte Contemporanea, Torino, 2020; Studio. Artisti dalla Collezione Mameli, Civico 27, Irgoli (Nu), 2018; Senza titolo - Opere dalla collezione Mameli, Civico 27, Irgoli (Nu) 2017; Modus Operandi. Ricognizioni sul contemporaneo tra pittura e fotografia, Twenty14 Contemporary, Milano, 2016; Nicola Caredda / Paolo Pibi – Filling in, INTERNO18, Cremona, 2015.

Paolo Pibi’s research explores the boundaries of reality in terms of visual perception; the consideration of its origin, inspired by Freud’s Metapsychology, describes the creation and functioning of psychic processes. Pibi and his explorative method analyse images while these take shape and their functional role in painting. The artist does not conceive images mentally before the coating but unveils them during a cognitive process, using this code of action as a protocol to dig into his mind hideouts and the world. He paints these fleeting images by defining  landscapes, like constructions in his mind. These perturbing images force us into reconsidering the limits of our sensorial perception.


Paolo Pibi (Oristano, 1987), lives and works in Milan. He has taken part to numerous exhibitions, amongst the personal ones we mention: Change, Studio d’Arte Cannaviello, Milan, 2019; Bifrost, Galleria Franco Marconi, Cupra Marittima (AP), 2018; #FFFFFF, Apart Spaziocritico, Vicenza, 2017; Fake Golden Age, Esentai Gallery, Almaty (Kazakistan), 2016. And the collectives: Back_Up|Giovane arte in Sardegna, Museo Nivola, Orani (Nu), 2020; Neue Stimmung. Sopravvivenze metafisiche nella pittura italiana contemporanea, Casati Arte Contemporanea, Turin, 2020; Studio. Artisti dalla Collezione Mameli, Civico 27, Irgoli (Nu), 2018; Senza titolo - Opere dalla collezione Mameli, Civico 27, Irgoli (Nu) 2017; Modus Operandi. Ricognizioni sul contemporaneo tra pittura e fotografia, Twenty14 Contemporary, Milan, 2016; Nicola Caredda / Paolo Pibi – Filling in, INTERNO18, Cremona, 2015.